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Mario Rodriguez

L’ossessione identitaria


Dall’ossessione dell’immagine siamo passati all’ossessione dell’identità. E così come erroneamente si pensava 15 anni fa che si potesse determinare la propria immagine, che si potesse apparire quello che si vuole annullando il ruolo dell’interlocutore, di chi riceve il messaggio; da qualche anno si pensa che le identità siano definite una volta per tutte e non a caso si utilizzano metafore genetiche che fanno riferimento al DNA.
Questo spinge a considerare i confini come minacce e non come luoghi di contatto, per dirla con Baumann.
Invece l’identità è un processo di costruzione consapevole e interattiva che si sviluppa attraverso processi di costruzione di senso relazionali, mi identifico solo in relazione ad un altro, mi faccio identificare affrontando problemi, trovando soluzioni e quando funzionano queste diventano parte della mia cultura del mio modo di vedere le cose e di dare un senso alle cose che faccio. Anche l’identità, soprattutto, l’identità è un processo di costruzione sociale nel quale la comunicazione svolge gioco un ruolo cruciale.

Lettera ai costituenti


Finalmente è finita. Domenica 14 ottobre si vota. E ’sto benedetto Partito Democratico nasce e prova a sopravvivere. Dopo una campagna che non ha accresciuto gli entusiasmi spero che presto ci si concentri sui contenuti del futuro statuto e si superi la tendenza in atto di discutere solo delle scelte di governo e non della forma organizzativa. Altrimenti a che serve la Costituente?

Sembrano tutti convinti che un partito si costruisca attorno ad affermazioni notiziabili sulle scelte da fare al governo ma penso invece che sia necessario ridefinire dalle basi le ragioni dello stare insieme, dell’incontrarsi, dell’impegnare tempo nella costruzione di una visione condivisa, con la convinzione di fare qualcosa che serve a noi e agli altri, serve a creare senso. Le organizzazioni sono tenute insieme dalla stretta di mano invisibile delle persone che le fanno vivere perché condividono visioni e valori ma soprattutto si sviluppano se si dà più importanza alla relazione (lo stare insieme) che al convincimento (persuadere, avere ragione).

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Mario Rodriguez

Insegna Comunicazione Pubblica presso il corso di laurea in Scienze dell'Amministrazione all'Università di Milano e Comunicazione Politica presso il corso di laurea in Scienze della Comunicazione all'Università di Padova. Socio FERPI (Federazione delle Relazioni Pubbliche Italiane), già membro dell'esecutivo nazionale, svolge diverse attività di formazione professionale ed è amministratore unico della MR & Associati Comunicazione Srl, società di consulenza di comunicazione con sede a Milano specializzata nel settore pubblico e istituzionale. E'autore di saggi apparsi in: Comunicazione Politica, rivista del Centro Interuniversitario di Comunicazione Politica (Edizioni Franco Angeli), La rivoluzione elettorale a cura di Renato Mannheimer e Giacomo Sani (Anabasi, 1993) e Milano a Roma a cura di Renato Mannheimer e Ilvo Diamanti (Donzelli, 1994). E' coautore del volume Il Piano della comunicazione nella amministrazioni pubbliche, Edizioni scientifiche italiane, 2004.