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Hersh, taccuino e libertà


    “Il privilegio di questo mestiere è poter vivere momenti magici”: le vite degli altri che ti attraversano, le grandi verità racchiuse nelle emozioni della gente. Seymour Hersh, l'ospite più acclamato al Festival del giornalismo di Perugia terminato oggi, svela alcuni momenti speciali della sua carriera: due donne, madri di ragazzi partiti per guerre che gli Stati Uniti volevano, hanno reso il giornalista del New Yorker felice di poter essere lì, testimone di qualcosa di speciale. La donna del primo quadro, trovata da Hersh con il vecchio sistema delle pagine gialle e del telefono, viveva poverissima tra i polli, in una fattoria di un luogo sperduto del sud degli Usa. “Posso parlare con suo figlio, signora?” chiese il reporter quando arrivò a casa di un reduce della guerra del Vietnam. “Faccia pure, ma non si aspetti molto”, rispose la donna. “Gli ho dato un bravo ragazzo. Mi hanno mandato indietro un assassino”. Hersh ha vinto il premio Pulitzer nel 1970 per aver svelato il massacro di My Lay durante la guerra in Vietnam ed è stato il primo, dalle ...

    Indice articoli

    I giovani e il nuovo che avanza


    La luce nelle tenebre, la palude delle notizie spinose


    Beckett: “Il giornalismo non è una fortezza inespugnabile”


    Qualità, precisione, verifica delle fonti: in crisi non è il giornalista


    Giornalismo è partecipazione


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