Alla ricerca di “Emo”: Pronto Bambino vuole oscurare la Nonciclopedia




E’ di oggi la notizia che Pronto Bambino, associazione di volontariato padovana CATI (Centro di Ascolto Telefonico per l’Infanzia), ha sporto denuncia alla Procura della Repubblica di Padova nei confronti del portale wiki Nonciclopedia, denuncia sporta in seguito alle critiche sulla pagina relativa al termine Emo, una delle 6868 voci presenti nella non-enciclopedia online, da parte del sociologo Antonio Marziale, presidente dell’Osservatorio sui Diritti dei Minori.

Nonostante quell’articolo sia solo una millesima parte di tutto il portale, che conta anche molte altre opzioni oltre alle caratteristiche di essere un enciclopedia online libera e partecipativa, nella tipologia dei wiki, nonostante all’inizio dell’articolo appaia - ben visibile - l’avvertimento:

“ROSICONE! Che c’è, non ti piace quello che è scritto qui?! Se ti senti ferito nell’orgoglio puoi benissimo andare a piagnucolare dalla mamma oppure gentilmente qui. Qui facciamo dell’ironia su tutto, e se non ti va bene sorridi: presto riceverai un calcio rotante sui denti.” [Nonciclopedia]

e nonostante sia stato palesemente dichiarata la natura ironico-sarcastica e i fini umoristici sia dell’articolo che del sito web… quest’articolo è stato preso sul serio! Tanto che il parlamentare Antonio de Poli, militante veneto dell’UDC, subito ha dichiarato che il suddetto portale va chiuso. Le sue parole sono state:

“Farò immediatamente un’interrogazione in Parlamento rivolta al Presidente del Consiglio e al Garante dell’Informazione. Bisogna agire in fretta perché si chiuda il sito internet nonciclopedia.wikia.com/wiki/Emo su cui sono state messe queste immagini.” [Antoniodepoli.it]

Ciò dovrebbe far pensare. Dovrebbe far pensare chiunque sia alla ricerca della verità e della realtà dei fatti e creda un minimo all’oggettività e non alla moda dello scalpore. Da quando è stata diffusa la notizia della denuncia, infatti, su molti blog e portali, che si definiscono liberi e aperti, sono fioccate critiche nei confronti della Nonciclopedia. Critiche che suonano come diffamazioni, commenti che oltrepassano la calunnia e che palesano una notevole ignoranza di cosa la Nonciclopedia sia in realtà.

Oltre al suo dichiarato intento ironico-umoristico, che già avrebbe dovuto sottrarsi a simili accuse, la parodia della ben più famosa Wikipedia vanta migliaia di voci di ricerca, come (seguendo l’ordine fornitomi dall’opzione “Una pagina a caso”) Kingdom Hearts 2, Apple, Alfabeto farfallino, Paolo Villaggio, Lupara, Impero del Texas e altre ancora. Seimilaottocentosessantotto voci, tutte ironiche e con l’unico fine di prendere in giro il mondo, la società, le mode, le antimode, la realtà e la fantasia. Con l’unico fine di ridere di qualsiasi cosa, così come fa chiunque.

Eppure una mamma, preoccupata dalla figlia tredicenne problematica e autodichiaratasi “emo“, dopo averla trovata a visitare proprio quella pagina umoristica della Nonciclopedia, ha deciso di contattare l’associazione ProntoBambino che, cogliendo la palla al balzo, ha creato un mostro mediatico che di mostruoso non ha nulla.

Perchè, quindi, è accaduta una cosa simile? Se è vero che in Italia c’è libertà di stampa, se è vero che in Italia c’è libertà di pensiero, se è vero che Internet è libera e la Rete ci permette di trovare notizie non filtrate, perchè nessuno ha difeso pubblicamente il portale, così calunniato?
Perchè è accaduta una mostruosità simile? Perchè nessuno ha chiesto, cortesemente, non sia mai, “ma l’avete veramente letta quella pagina?”, al Marziale o al Di Paoli, o alla stessa Associazione ProntoBambino?
E’ giusto che venga oscurato un portale come quello, quando poi, comunque, basta cercare il termiine “emo” su MySpace, su Google, o su qualsivoglia blog adolescenziale, per trovare simbologie, messaggi e segnali ben più gravi di quattro immagini condite - ammettiamolo pure - di volgarità. Indignarsi per quelle volgarità sarebbe come dichiarare il fallimento del dialogo col mondo dei giovani. Dialogo che, se questa farsa continuerà e avrà effettivamente luogo… potremmo ben che dichiarare defunto. Almeno sino alla prossima generazione.



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    Siate corretti nel riportare l’articolo: la denuncia l’ha sporta Pronto Bambino, Marziale ha fatto una lettura sociologica del contenuto e De Poli ha rivolto un’interrogazione parlamentare.

    L’articolo lo trovo abbastanza confusionario, con tutto il rispetto per l’autore.
    Ciò non toglie che fare un’interrogazione parlamentare per far chiudere un portale come nonciclopedia è l’ennesimo esempio dell’ignoranza di chi ci governa in materia di rete e nuovi media.
    Nonciclopedia è volutamente dissacratorio, in alcuni punti non solo volgare ma anche blasfemo, specie nelle pagine dedicate alla religione.
    Ora vedo difficile immaginare che sia il caso di chiudere un portale, per quanto inutile e sostanzialmente solo ironico, per una questione del genere.
    E se Associazioni e parlamentari scoprissero l’esistenza di un social network quale netlog, con circa 30 milioni di adolescenti iscritti dove gli stessi adolescenti si creano un album fotografico on-line molto spesso fotografandosi in abbigliamento intimo davanti allo specchio per far vedere come sono?
    il problema è che i ragazzini hanno in mano degli strumenti che sanno usare alla perfezione e i genitori non hanno la minima idea di quello che i figli fanno… la responsabilità non può essere delegata ai portali, come non può essere delegata la responsabilità alla ferrari se il ragazzo di 18 anni si schianta ai 200 all’ora: magari se mamma e papà ci avessero pensato un attimo prima…

    una piccola riflessione in merito… clikkate il link sul mio nome… non voglio spammare, ho citato e linkato dominio pubblico all’inizio del mio post

    Per Sandra, le propongo una rilettura del primo paragrafo dell’articolo:

    E’ di oggi la notizia che Pronto Bambino, associazione di volontariato padovana CATI (Centro di Ascolto Telefonico per l’Infanzia), ha sporto denuncia alla Procura della Repubblica di Padova nei confronti del portale wiki Nonciclopedia, denuncia sporta in seguito alle critiche sulla pagina relativa al termine Emo, una delle 6868 voci presenti nella non-enciclopedia online, da parte del sociologo Antonio Marziale, presidente dell’Osservatorio sui Diritti dei Minori.

    Quanto al “confusionario”.
    ammetto che non sia il più chiaro ed esplicativo possibile, ma d’altronde, nel momento in cui scrivevo quest’articolo, le uniche notizie in merito provenivano da 3 blog, più 1 articolo apparso su IlPadova (pagina 24 del 7 Maggio).
    L’articolo è stato scritto durante la notte tra il 7 e l’8 maggio, e a quell’ora il materiale era ancora poco.
    ma abbastanza da farci capire la portata di un equivoco che dovrebbe far un pò paura.

    Paura perchè questa reazione, spropositata a mio avviso, nei confronti di un sito umoristico… è chiaro segnale di un disagio di fondo.
    Disagio non giovanile, stavolta, ma di un disagio parentale.

    Disagio dovuto all’effettivo accorgersi di come i proprio figli non siano diventati ciò che si voleva.

    La sotto-cultura “emo”, che non deriva da “emoglobina”, bensì da “emotional” (la parte relativa a sangue e tagli è relativamente giovane, e comunque conseguente allo stato di sommaria tristezza e depressione di questa cultura) vanta una decina d’anni come cultura massiva, ma esiste da quasi 23 anni. Dovrebbe farci pensare non poco il fatto che il mondo “adulto” se ne sia accorto solo ora, nonostante sia ormai in declino, e non “prima”.
    bastava anche solo guardarsi attorno. i giovani che oggi in italia seguono la moda emo, anche solo a livello di abbigliamento, sono centinaia di migliaia, adolescenti ed universitari.

    Il fatto che la sotto-cultura emo abbia una forte valenza emozionale, con connotazioni fortemente depressive e autolesioniste, non è causa… è conseguenza di un malessere sociale, più o meno connaturato al disagio adolescenziale di cui da sempre si parla e a cui ancora non si è trovato, se è possibile trovarla, soluzione.

    Emo, quindi, è la manifestazione di uno stato emozionale, causato non da siti o da giornali o da gruppi musicali, bensì da emulazione e da un senso di fallimento, nella vita sociale così come nella sfera personale.

    Accusare un sito, parodistico e dissacrante, di cui invito tutti i lettori a leggere il disclaimer, di essere “causa di autolesionismo” e “promotore di una cultura suicida” è ammettere che, come genitori ed educatori, si è andati incontro ad un fallimento epocale.

    Accusare un portale web o un cantante (come il casi Marilyn Manson e la strage di COlumbine), di essere promotori di stragi e suicidi… è il non voler ammettere le proprie responsabilità come genitori.

    Un genitore dorvebbe preoccuparsi dei figli, dovrebbe mantenere un dialogo, dovrebbe impedire a un bambino delle elementari e delle medie di accedere alla rete, che sarà anche “libera” ma che presenta non pochi pericoli, da solo, senza la supervisione di un adulto, che gli spieghi cos’è vero e cos’è falso, cos’è giusto e cos’è sbagliato, cos’è morale e cos’è immorale.

    Ma sarebbe impegnativo, è molto più facile cercare un capro espiatorio. no?

    @paolo gazzola

    scusami per il giudizio forse affrettato, non era mio intento offenderti. se il tuo pezzo è stato dettato da poco materiale e fretta notturna anche il mio commento era dettato da una qualcerta fretta causa aereo in partenza :)

    comunque, nel pezzo del mio blog, dove ti ho citato come fonte, ho espresso appieno la mia posizione e la mia condivisione per le tue idee. accusare un portale è una comodità che sta diventando di moda purtroppo: i mali della rete non sono imputabili alla rete in se ma ad un uso dis-educato della rete. a presto, e perdonami ma anche stavolta sono di fretta… :D

    Attenzione a colpevolizzare solo i genitori!!! Un adolescente sappiamo tutti che non vede più nel proprio genitore un modello assoluto, ma subentrano altri modelli educativi sociali e di gruppo di altro genere. Responsabile è anche la società stessa, e quindi tutti noi, che dobbiamo fare un esame di coscienza nel momento in cui abbandoniamo questi giovani. L’esperienza di un emo, così come quella di un naziskin che uccide per una sigaretta, sono fenomeni che rivelano una profonda crisi e ricerca d’identità dei giovani, che la società abbandona senza punti di riferimento. Una società che ha sostituito i valori con la soddisfazione immediata dei bisogni è una società che come nella favola di Hansel e Gretel finisce col fagocitare i giovani invece che farli crescere. Ed è innegabile che anche tv, giornali e quindi anche Internet finiscano con l’essere la vetrina privilegiata di questo stato di disagio, ma è solo lo specchio di quello che già è. Detto questo concordo con voi che non è censurando un sito, vale a dire chiudendo gli occhi difronte a qualcosa che in buona sostanza ci disturba dentro, che si superano i problemi, ma affrontandoli direttamente, socialmente e politicamente in maniera seria.

    Per esempio, perchè le interrogazioni parlamentari non le facciamo invece che per censurare per offrire soluzioni adeguate a creare spazi di aggregazione e crescita sociale che assicurino valori e certezze stabili anche ai giovani dei quartieri?

    @francesco candian:
    tranquillo, non mi sono minimamente offeso, anche perchè avevi detto il vero, la fretta è traditrice e le ore piccole non aiutano :D

    @paolo mangoni:
    è esatto.
    ad un impegno concreto da parte dei genitori, impegno che in molti casi non c’è, e mi spiace dirlo…
    deve corrispondere un uguale, se non addirittura più forte, impegno da parte della società, in primis da parte delle autorità. autorità che devono dettare un codice morale concreto e applicabile, che non si traduca in un vuoto “crediamo nei valori della famiglia della vita e della religione”.

    da cosa nasce questo disagio?
    da una totale assenza di un dialogo concreto, da una società troppo impersonale e troppo “visiva”, in cui l’importante è far parlare di sè, e dalla sensazione che non sia impegnandosi che si risolvono i problemi, ma accusando qualcun altro.

    è per questo che è più facile incolpare un professore se il compito è andato malissimo, piuttosto che sè stessi per non aver aperto il libro.

    Ciò che ci troviamo di fronte non è mondo sincero, è un mondo “di comodo”, in cui la soluzione migliore ad un problema grave è non parlarne, tacerlo, accusare qualcuno e metterci una pietra sopra.

    E? veramente giusto così? no.

    Un adolescente, di per sè spaesato, ci siam passati tutti, come può affrontare serenamente le sfide della vita quando vede attorno a sè azioni insensate, con un mondo “adulto” che schiva i problemi in maniera propagandistica?

    chi te lo fa fare di metterti in gioco, quando puoi benissimo fregartene?

    per questo servirebbero luoghi d’incontro che facciamo maturare una vera socialità nei giovani, in cui possano ritrovarsi, e che proprio in questo momento mancano in maniera cronica.

    gli “oratori” ormai sono una figura passata che, mi dispiace dirlo, è difficile da applicare come mezzo di soluzione, proprio perchè i giovani li percepiscono come un elemento “vecchio”, estensione di una struttra sorpassata e che non pensa in maniera concreta alle loro vere esigenze.

    Per questo ci vorrebbe una politca che pensi seriamente alla sfera giovanile, che non consideri i minorenni come “uno strumento per conquistare i voti dei loro genitori”, ma che li veda come un investimento veramente produttivo per tutta la nostra società.

    Purtroppo non vedo la benchè minima avvisaglia a che ciò accada…

    purtroppo no… sarebbe bello, ma dobbiamo ammettere che persone di 50 e rotti anni non potranno mai comprendere necessità e problematiche di un mondo complesso come quello dei giovani…

    Caro Paolo, ho letto il tuo articolo con piacere e concordo su molti punti con te.
    Una cosa sul quale però non sono d’accordo è che i genitori non dialoghino i figli.
    Certo, ci sono moltissimi casi di genitori che ci badano poco o nulla ai loro pargoletti, ma penso che il dialogo sia il perlopiù delle volte bloccato direttamente dai figli, ti parlo in veste di adolescente che questo lo sta vivendo.
    E penso che su questo, in quanto l’hai passato anche tu, un po ci si potrebbe trovare d’accordo nonostante diverse generazioni di differenza.
    Penso che i giovani di oggi siano molto più tesi e bloccati nel dialogo con i genitori, nonostante questi si rivelino di anno in anno sempre più disponibili (i miei genitori non si sognerebbero mai di farmi bruciare 40-50 giorni all’anno di scuola consenzienti, ma purtroppo questi sono episodi che accadono a scuola mia, e non solo)
    ma davvero, c’è più tensione depressione, creata forse da ragazzini troppo viziati,che non sanno come divertirsi, che seguendo mode assurde si chiudono in se stessi,si drogano, si tagliano eccetera.

    per il resto trovo assurda la storia della nonciclopedia, è stata una delle cose in rete che mi ha fatto ridere di più, trovo solo tanta ignoranza in tutto questo, nel chiudere un bel portale qual’è.

    saluti,Ceska

    L’Italia è un Paese fondato sul pettegolezzo e sull’inciucio: ragazzini e adolescenti di oggi sono frustrati perché la televisione propone in continuazione modelli inarrivabili di “perfezione”, fondati sulla bella apparenza, sul denaro, sul successo e altri aspetti del genere, stabilendo obbiettivi non sempre ottenibili soprattutto per le famiglie povere o modeste, che pure costituiscono il 70% della popolazione italiana. Il fine di Nonciclopedia è per l’appunto quello di ironizzare su tutto ciò per cercare di demolire miti e tendenze dei giorni nostri che dovrebbero essere debellate con la forza, altro che ironia!

    Per quanto sia paradossale che con tutti i problemi che abbattono il Paese ormai da anni - se non da secoli - in Parlamento perdano anche solo 5 minuti a parlare della questione, se proprio hanno intenzione di fare qualcosa per proteggere e tutelare bambini e adolescenti, comincino col vietare dai palinsesti televisivi tutta la TV trash (che costituisce l’80% della programmazione televisiva italiana, senza distinzione di reti) che rappresenta il vero male della gioventù di oggi e che devasta la società italiana, offendendo e ridicolizzando il millenario ingegno e buon senso del nostro popolo; mi viene da piangere se penso alle menti eccellenti e ai personaggi illustri che hanno reso grande il nome dell’Italia e rapporto tale passato alla situazione di oggi.

    Nonciclopedia non è certamente la causa del malessere dei ragazzi, anzi per quanto mi riguarda è solo fonte di un senso di ilarità che persone come me, che vivono circondate da cafoni, “truzzi”, provincialotti e borghesi individualisti, non riescono più a provare IN MANIERA GENUINA nella vita di tutti i giorni.

    E poi guardate, facciamoli crescere mentalmente sti ragazzini! Non è ammissibile che alcuni ragazzi di oggi non sappiano nulla di Falcone e Borsellino (due anni fa alcuni miei coetanei allora diciottenni - e dico diciottenni! - addirittura ne ignoravano il nome!), di Salvo d’Acquisto, di Gramsci o di Socrate!
    Non è ammissibile che mentre 60 anni fa i bambini venivano bacchettati dai maestri in aula quando sbagliavano e poi a casa nascondevano le mani ai genitori per non essere ulteriormente puniti, oggi se un insegnante sgrida un alunno o gli da un 3 ad un compito si vede arrivare addosso due tonnellate di critiche, se non qualche querela! Ma dico: tra 20 anni da chi sarà costituita la classe dirigente italiana? Da bambinoni con ricchi e palestrati con cervello e cuore offuscato dai soldi e dai muscoli pompati? Vi rendete conto della gravità della cosa? Capite che un Paese come l’Italia, già distrutto per duemila motivi, non ha futuro con questi presupposti? Sono senza parole.

    In ogni caso confesso di non essere stato a conoscenza della questione fino a qualche minuto fa; quello che è certo è che se Nonciclopedia viene censurata o, peggio, chiusa, non esiterò a pubblicare ovunque sul web articoli di protesta, ovviamente sempre in maniera civile ed educata.

    Porca miseria ragazzi, Nonciclopedia è un portale creato per ridere e divertire. Il Web è libero, quindi ha tutto il diritto di parlare male di chiunque!
    Up Nonciclopedia!

    Gli adolescenti di oggi non si classificano più come una volta in dark, punk e normali….
    Oggi ci sono molti cassetti ed ognuno, in base ai suoi gusti ma soppratutto al carattere ed al modo in cui vede il mondo, sceglie in quale infilarsi. ci sono i Truzzi, le Gothic Lolitas, le Scene Queen, i Brutal, gli Emo … di cui vi vorrei parlare in questo testo…Emo is love..questo è il nostro motto e non lo diciamo solo per difenderci dalle critiche, lo diciamo perchè è quello in cui crediamo. Emo deriva da emozione oppure emoglobina (sangue), ma questo non interessa a nessuno anche perchè, tutti pensano che emo derivi da scemo, non credo che il motivo sia semplicemente la rima. Scemo perchè ci distinguiamo dalla massa, perchè abbiamo regole diverse o avete paura della diversità allora la definite sbagliata? Perchè un maschio truccato con le unghie pitturate deve subito essere etichettato come finocchio? Studi scientifici hanno dimostrato che l’aspetto fisico di una persona non può dimostrare questo. Molta gente pensa che il nostro sia un gioco di “sparire per apparire”. Credono che non abbiamo una storia da raccontare allora ci vogliamo far notare. Si sbagliano. Ognuno ha una storia, un episodio bello o brutto della sua vita che si porterà con se per sempre. Emo è piangere ricordandolo. Altri dicono che siamo depressi e ci tagliamo i polsi. E’ vero. ma non tutti lo fanno. Ricordiamo che emo è sopratutto musica. e’ un sottogenere del punk che si concentra più sui testi e sulla musica, molto più profonda e malinconica. Esistono gruppi come gli Aiden, Alesana, Summerline, Black Veil Brides, Silverstein,ecc..pieni di talento che nessuno conosce perchè siamo abituati ad ascoltare dei pupazzi pop commerciali messi insieme da un casting a cantare canzoncine da quattro soldi che non hanno nemmeno composto loro! Alcuni pensano che emo sia una moda ma si confondono con un altro stile chiamato…POSER. A questo punto vorrei dire a quelle bambinelle e stupide ragazzine vestite di nero e fucsia di non imitarci perchè emo si nasce, non si diventa. Di non dire di essere emo perchè hanno la cintura con le borchie e le scarpe basse a quadretti oppure le converse nere, perchè in questo modo ridicolizzano solo il nostro stile. Invece vorrei dire a te che leggi questo testo, di non prenderci in giro, perchè noi Emo non facciamo niente di male, siamo solo noi stessi, e ti consigliamo di fare lo stesso.
    Non avere mai paura di essere te, così come sei.
    by Gaia-eMo..!!!

    D’accordissimo…. fate abolire nonciclopedia…. è uno schifo fatto da minorati, perdenti, sfigati che non valgono una sega nella vita, e a cui andrebbe tolt il diritto di parola…. leggete qui:
    http://nonciclopedia.wikia.com/wiki/Eluana_Englaro
    cos’è questa, ironia o demenza?

    Complimenti a chi appartiene a nonciclopedia, ci vogliono veramente le palle per prendersela con un ragazzino di tredici anni che dimostra di poter vivere bene anche senza tutte le sciocchezze che si trovano su quel sito. Per vedere con i propri occhi:
    http://www.dentrosalerno.it/web/2010/01/17/la-nonciclopedia-risate-pesanti-dis-informazionetutto-indicizzato-in-google/