Chi è Adel Smith




Adel SmithEmilio Smith, in arte Adel, nasce ad Alessandria d’Egitto nel 1960. Il padre è un architetto italiano, discendente di una famiglia di origine scozzese, la madre è egiziana. Convertitosi all’islam con il nome di Muhammad al-Mahdi per poter sposare la giovane compagna incinta, alla sua nascita il padre fa battezzare il figlio secondo il rito cristiano con il nome di Emilio.
In seguito al colpo di stato di Nasser, la famiglia di Adel è costretta a spostarsi in Italia dove, morto il padre, Adel si trova a vivere di espedienti facendo il traduttore per gli immigrati arabi che lo avvicinano alla religione dell’islam a cui si convertirà definitivamente nel 1987.
Nel 1991 Smith, assieme alla moglie, affronta un viaggio nella ex-Yugoslavia, con un camper a noleggio è lì trova il modo di far soldi che gli permettono di rilevare una tipografia di Durazzo, “La Luce”, che ancor oggi pubblica i suoi libri.
In quegli anni simpatizza per il movimento integralista islamico che prende piede in Iran dopo la rivoluzione di Khomeini ed entra in contatto con Claudio Mutti, principale ideologo del neonazismo contemporaneo e autore-editore di libelli anti-semiti, con cui stabilisce un ottimo rapporto professionale, fatto di stima e rispetto reciproci. Anche Smith si dedica all’attività editoriale e e comincia a scrivere e pubblicare una serie di trattati contro la religione cristiana che non vengono però riconosciuti dalle ufficiali organizzazioni islamiche italiane che finiscono col prendere le distanze dalle posizioni di Smith, considerate estremiste.
Conosce nel frattempo Massimo Zucchi: un ex-estremista di sinistra, che in seguito alla prima Guerra del Golfo finirà con il convertirsi all’Islam con il nome di Abdul Haqq.
Smith e Zucchi decidono di fondare, nel 2001, l’associazione “Unione Musulmani d’Italia” e spediscono a tutti i giornali una comunicazione stampa in cui vengono dichiarati circa 5000 iscritti all’associazione e l’intenzione di partecipare attivamente alla politica del nostro Paese, notizia che verrà pubblicata in prima pagina dal quotidiano “Il Giornale”.
A mettere in discussione la credibilità dell’associazione di Smith è Magdi Allam nel libro “Bin Laden in Italia. Viaggio nell’islam radicale” (Mondadori, Milano 2002), in cui il giornalista conferma che l’Unione Musulmani d’Italia sarebbe composta molto più probabilmente da solo due membri, Smith e Zucchi, più “una decina di simpatizzanti albanesi” (p.124).
E’ nel settembre del 2001, tuttavia, che Smith sale alla ribalta delle cronache quando, trasferitosi nella cittadina abruzzese di Ofena, chiede la rimozione del crocifisso dall’aula della scuola materna frequentata dal figlio, caso che si concluderà con la sentenza del 25 ottobre 2003 del Tribunale de L’Aquila che, accogliendo il ricorso presentato da Smith, ordina la rimozione dei crocifissi dalle aule. Il provvedimento verrà, tuttavia, vanificato il 14 marzo 2005 in seguito a un pronunciamento in merito da parte del TAR del Veneto.
Smith sembra cogliere al volo la visibilità offertagli dai media e numerose diventano le sue esternazioni provocatorie, al punto da essere accusato di avere un’esposizione mediatica in Italia senz’altro maggiore rispetto a quella di organizzazioni islamiche ufficiali più rappresentative.
Il primo gesto provocatorio di Smith risale al gennaio 2001, con un singolare appello in cui invita, a nome di tutti i musulmani, l’allora Papa Giovanni Paolo II “ad abbandonare la religione idolatrico-politeistica cattolica che professa e a pronunciare la ‘Shahada’, testimonianza di fede del musulmano”.
Di lì a pochi mesi, oggetto degli attacchi di Smith è un affresco del 1415 del pittore Giovanni da Modena, conservato presso la Chiesa di San Petronio a Bologna, in cui il profeta Maometto viene raffigurato tra gli idolatri relegati all’inferno. Smith chiede che “la barbara offesa venga immediatamente e per sempre cancellata”, ma la sua richiesta di passare la calce sull’affresco del ‘400 non viene raccolta.
Il 5 novembre 2001, in seguito al caso di Ofena, Smith provoca scandalo con le sue affermazioni quando, invitato da Bruno Vespa alla trasmissione “Porta a porta”, definisce il crocifisso appeso nei luoghi pubblici “il cadavere di un uomo nudo affisso su un pezzo di legno usato dai Romani per punire i peggiori criminali” e la morte di Cristo un “suicidio-deicidio”.
Un anno dopo, l’8 novembre 2002, durante la trasmissione “Rosso e nero” sull’emittente Telenuovo, Smith attaccherà nuovamente la Chiesa definendola “un’associazione a delinquere” e Papa Giovanni Paolo II “un extracomunitario doppiogiochista a capo della Chiesa”. L’attacco gli costerà una condanna a seimila euro per vilipendio alla religione cattolica (Tribunale di Verona, 20 dicembre 2006).
Sette mesi dopo, in seguito a un gesto di intolleranza che lo vede scagliare fuori dalla finestra il crocifisso appeso nella camera di ospedale dov’era ricoverata la madre, arriva per lui anche la condanna a otto mesi di reclusione, inflittagli dal giudice unico del Tribunale de L’Aquila Giuseppe Romano Gargamella.
La presenza di Smith ai dibattiti televisivi risulta foriera di tensioni e polemiche intolleranti che arrivano anche allo scontro fisico. Il 4 gennaio 2003 nel corso di un dibattito condotto dal giornalista Gianluca Versace sull’emittente locale Teleserenissima (”Speciale notizie oggi”), il professor Carlo Pelanda, docente opinionista de Il Foglio e Il Sole 24Ore, di fronte alle offese di Smith (”lei è un’ignorante e uno stupido”) si alza e colpisce con uno schiaffo Adel Smith che risponde a calci e pugni. Qualche giorno dopo negli studi di Telenuovo, Smith e il suo braccio destro Zucchi sono vittime di un’aggressione da parte di una decina di militanti di Forza Nuova che irrompono nello studio tv colpendo con calci e pugni i due rappresentanti dell’Unione Musulmani d’Italia.
Tra le querele presentate da Adel Smith ricordiamo quella contro la scrittrice e giornalista Oriana Fallaci per “vilipendio della religione islamica” per le espressioni presenti nel libro “La forza della ragione”, giudicate inequivocabilmente offensive nei confronti dell’islam e di coloro che praticano questo credo religioso.

Nota di redazione: Non essendo stato possibile accedere a fonti ufficiali, la biografia di Adel Smith è stata ricostruita a partire dal confronto dei fatti e delle informazioni fornite dalla rete e, nello specifico, dalle fonti che vengono fornite di seguito.

Fonti e collegamenti utili:

Intervista di Al Jazira ad Adel Smith
di Sherif El Sebaie e Asili Osman Egal

L’Islam e i movimenti di matrice islamica in Italia
a cura di Massimo Introvigne e Pier Luigi Zoccatelli

Adel Smith e quella Sura del Corano inchiodata alla parete di un ospedale
di Alessandro Renzo, Euro Islam

I tre personaggi che formano il fantomatico Partito Islamico
di Dimitri Buffa (Libero, 12 gennaio 2003)

Adel Smith: chi è l’uomo che vuol togliere il crocifisso dalle scuole
di Francesco Monaco

Musulmani d’Italia: intervista a Roberto Hamza Piccardo, segretario nazionale dell’UCOII
di Christian Elia, Peace Reporter

Libri bomba e libri sulle bombe. Una recensione di “Bin Laden in Italia. Viaggio nell’islam radicale” di Magdi Allam
di Massimo Introvigne

Libri pubblicati da Adel Smith:

  • Un Dio che non c’è. Confutazione della dottrina trinitaria, Edizioni Alethes, Carchitti (Roma) 2000
  • L’Islam castiga Oriana Fallaci. Lettera a una vecchia mai cresciuta, Edizioni Alethes, Carchitti (Roma) 2002
  • La donna nella Bibbia e nel Corano, nel cristianesimo e nell’Islam, Edizioni Alethes, Carchitti (Roma) 2002
  • Iddio maledica l’America. Ultimatum dell’Islam all’America, Edizioni Alethes, Carchitti (Roma) 2003
  • Conoscere il Corano. Il Corano, la Bibbia e la scienza a confronto, Edizioni Alethes, Carchitti (Roma) 2003
  • Crocifisso? La crocifissione nella storia e nella scuola, Edizioni Alethes, Carchitti (Roma) 2003
  • Cinquecento errori nella Bibbia. Itinerario fra errori, orrori e contraddizioni della Bibbia, Edizioni Alethes, Carchitti (Roma) 2003
  • Guai a voi, scribi e farisei. Il dovere di odiare lo Stato di Israele, Edizioni Alethes, Carchitti (Roma) 2004




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Commenti dei lettori

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    Ho appurato sulla rete che non esistono informazioni più esaustive su Smith. Non esiste un sito web ufficiale di Adel Smith, nè dell’Unione Musulmani d’Italia, nè della casa editrice Alethes… I suoi libri sono visibili in alcune librerie online come Libreria Universitaria, ma a parte il titolo e l’autore che risulta sempre Adel Smith non c’è nient’altro.
    Sorge un dubbio legittimo: ma che autorevolezza e ufficialità può avere un’organizzazione che vanta 5000 adepti se non è presente minimamente nella Rete, oggi primo principale contenitore di informazioni, e della quale non si riescono a carpire informazioni ufficiali più concrete?

    Questo pagliaccio di Adel Smith non è nessuno : è un povero frustrato sfigato e isolato ( nessuno se lo fila ) con evidenti problemi psichici. Andrebbe recluso in una struttura adeguata, in una stanza ben imbottita : ovviamente col crocifisso….