Autobus




A chi non è capitato di prendere un autobus di corsa. Io, nella mia vita, ne ho presi a decine così. Ho trovato spesso autisti gentili che mi hanno aspettato e aperto le portiere. Ci sono anche quelli scortesi. Ne ricordo uno che mi ha chiuso le porte in faccia in seguito a una mia richiesta di informazioni.
Di sicuro, la gentilezza degli autisti non è la stessa per tutti. La gentilezza nei miei confronti, probabilmente, è dovuta all’aspetto di ragazza perbene, all’abbigliamento formale, all’aria di impiegata in ritardo per il lavoro. Non è di certo la stessa nei confronti del ragazzo di pelle scura, con una grande borsa piena di mercanzia. Ma si tratta solo di gentilezza.
Ieri ho letto che a Bologna un’autista ha intimato a due pachistani di sedersi in fondo all’autobus perché puzzavano. L’episodio è stato denunciato da una signora italiana presente sul mezzo. In questo caso, però, non si tratta solo di gentilezza.
Il sindacato ha difeso la conducente dell’autobus dicendo che era sotto eccessiva pressione lavorativa. Molte possono essere le pressioni che hanno portato a questo increscioso episodio. Qualunque sia l’origine delle pressioni è l’esito che è deplorevole. Soprattutto in un paese che, dalla metà dell’ottocento fino agli anni ’70 del novecento ha avuto oltre 30 milioni di emigranti.
La signora che ha denunciato l’episodio, ha invitato i ragazzi pachistani a tornare ai loro posti nella parte anteriore dell’autobus. Ma essi non hanno voluto. Pare che l’atteggiamento di molti immigrati sia quello di scegliere posti separati dagli italiani sui mezzi pubblici, per evitare sguardi sprezzanti e per non dare adito a spiacevoli episodi. Una sorta di apartheid volontaria. La parità di diritti, coniugata però a una disparità di fatto, sembra aver portato ad un annullamento della coscienza delle persone, della consapevolezza della propria dignità. Viene in mente il discorso di Martin Luther King, “I have a dream”. Il sogno, oggi, è ancora più grande. Non si tratta di un desiderio di libertà concrete, ma di un cambio di atteggiamento, di cultura. Di una gentilezza uguale per tutti, indipendentemente dal colore della pelle, dal luogo di nascita. Pare che negli Stati Uniti siano riusciti in questo cambiamento, hanno eletto un presidente di colore. Chissà se un giorno ci riusciremo anche noi.

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